Tra gli anni Cinquanta e Sessanta nascono a Sesto San Giovanni le quattro Scuole Civiche di Lingue, Arte, Danza e Musica. Fin dalla loro fondazione rappresentano molto più di semplici istituzioni formative: sono l’espressione di una visione secondo cui l’arte e la cultura devono essere accessibili a tutti e non un privilegio per pochi.
L’esperienza artistica non forma soltanto competenze: contribuisce a costruire cittadini capaci di comprendere il mondo, leggendone la complessità e di coltivare sensibilità e libertà espressiva, esprimendo la propria unicità.
L’originalità e la forza del modello Civiche risiedono nella capacità di superare la storica distinzione tra chi si avvicina all’arte per passione e chi sceglie di farne una professione. Per questo le scuole sviluppano due percorsi distinti ma strettamente integrati: l’amatoriale e il professionale.
Nel percorso amatoriale, arte, musica e danza diventano occasioni di espressione personale, crescita culturale e benessere. Nel percorso professionale, invece, percorsi formativi più rigorosi e qualificati permettono di riconoscere e valorizzare il talento, accompagnandolo verso una possibile dimensione professionale.
Questa duplice vocazione genera una contaminazione virtuosa: appassionati e futuri professionisti condividono spazi, esperienze e occasioni di apprendimento. Nasce così un ambiente dinamico e inclusivo, libero da snobismi accademici, nel quale la passione rappresenta il vero requisito d’accesso.
Le competenze maturate all’interno delle Civiche si riversano poi sul territorio e nella comunità attraverso concerti, mostre e spettacoli di danza.
La visione che ha ispirato la nascita delle Civiche — fondata sull’inclusione, sulla creatività e sul dialogo fra percorsi amatoriali e percorsi professionali — trova oggi una nuova forma nella gestione affidata al CSBNO, l’azienda culturale sovracomunale di cui il Comune di Sesto San Giovanni è socio, insieme ad altri 31 Comuni del territorio del Nord Ovest milanese.
Il passaggio dalla gestione da parte del Comune al nuovo modello organizzativo di CSBNO non ha trasformato l’identità delle scuole, ma ne ha invece valorizzato le potenzialità e la capacità di generare impatto culturale e sociale attraverso un’offerta capace di intercettare i bisogni contemporanei.
E così, accanto ai percorsi tradizionali e pre-accademici certificati convivono oggi laboratori tematici, workshop, attività per il tempo libero e corsi orientati al benessere personale e relazionale.
Se negli anni Sessanta la sfida era favorire l’accesso della classe operaia alla cultura, oggi le Civiche rappresentano uno strumento fondamentale per costruire coesione sociale, promuovere il dialogo intergenerazionale e contrastare fenomeni di solitudine e povertà educativa.
Dai bambini dei corsi propedeutici agli adulti e agli anziani delle attività serali, ogni cittadino può trovare uno spazio di crescita, espressione e aggregazione.
A distanza di decenni, l’esperienza delle Civiche dimostra come la visione maturata nel secondo dopoguerra conservi ancora oggi tutta la propria attualità: la cultura come bene comune, l’investimento nella formazione artistica delle persone come agente di coesione, partecipazione e qualità della vita collettiva.